Il Reddito di Cittadinanza è finalmente realtà

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Il reddito di cittadinanza è finalmente realtà. Il primo passo è stato fatto con la sua approvazione nel Consiglio dei Ministri n. 38 del 17 gennaio 2019.

Si tratta di una misura che si rivolge a tutti coloro che hanno voglia di lavorare, che hanno voglia di formarsi e di cercare, in modo attivo, un’occupazione.

È una misura di reinserimento nel mondo del lavoro che serve ad integrare i redditi familiari ed ha questi obiettivi:

  • migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro;
  • aumentare l’occupazione;
  • contrastare la povertà e le disuguaglianze.

 

Chi ne ha diritto?

Chi si trova al di sotto della soglia di povertà assoluta: circa 5 milioni di persone. Il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole.

Quali sono i requisiti?

  • Essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
  • avere un ISEE inferiore a 9.360 euro annui;
  • avere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui;
  • avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può arrivare fino a 20.000 euro per le famiglie con persone disabili.

Inoltre 255.000 nuclei familiari con disabili riceveranno il reddito di cittadinanza.

Ecco alcuni esempi

Le Norme Anti-Divano

NESSUNO POTRÀ RESTARE SUL DIVANO. TUTTI COLORO CHE SONO IN GRADO DI LAVORARE DOVRANNO ATTIVARSI STIPULANDO IL PATTO PER IL LAVORO E IL PATTO PER LA FORMAZIONE.

 Il reddito di cittadinanza dura 18 mesi:

  • entro i primi 12 mesi, la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio.

Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa viene rifiutata, la
terza offerta potrà arrivare da tutta Italia;

  • dopo il 1° anno, anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250km, mentre la 3a potrà arrivare da tutto il territorio nazionale;
  • dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale.

Lo Stato resta al tuo fianco: per le famiglie con persone con disabilità, le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.

Come e dove si richiede?

 

IL RdC SI PUÒ RICHIEDERE ALLE POSTE ITALIANE sia direttamente all’ufficio postale che in via telematica, oppure al CAF.

L’INPS verifica se si è in possesso dei requisiti.

Il RdC  viene erogato attraverso una normalissima prepagata di Poste Italiane (non sarà possibile utilizzarla per il gioco d’azzardo).

Dopo l’accettazione, il beneficiario verrà contattato dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.

 

I beneficiari del RdC non saranno soli. Abbiamo messo in campo una squadra che ti indirizzerà tenendo conto delle tue esigenze:

 

  • Se sei adeguatamente formato, dovrai siglare il Patto per il Lavoro con un Centro per l’Impiego o un’Agenzia per il Lavoro
  • Se hai bisogno di ulteriore formazione, siglerai il Patto per la Formazione con Enti di formazione

bilaterale, Enti interprofessionali o Aziende.

  • Se non sei in condizione di lavorare, siglerai il Patto per l’Inclusione Sociale che coinvolgerà sia i servizi sociali che i Centri per l’Impiego.
  • Nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione, i beneficiari saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai Comuni, fino ad 8 ore settimanali.

 

Sono esonerati dal sottoscrivere il Patto per il Lavoro e il Patto di Inclusione:

 

  • gli individui con disabilità tale da non consentire un accesso al mondo del lavoro;
  • le persone che assistono figli di età inferiore ai 3 anni oppure individui non autosufficienti.

 

Regole e sanzioni

 

Viene escluso chi:

  • Non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale.
  • Non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione.
  • Non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni.
  • Rifiuta la terza offerta congrua.
  • Non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo.
  • Fornisce dati falsi. In questo caso, si rischiano da 2 a 6 anni di carcere.

 

Incentivi

 

Sono previsti incentivi per le imprese che assumono i beneficiari del RdC e per agevolare l’imprenditorialità.

Le imprese che assumono chi riceve il RdC potranno ottenere un incentivo pari alla differenza tra 18 mensilità e il numero di mensilità già ricevute dal beneficiario.

 

Esempio

  • Marco assume Luca nella sua azienda. Luca è single e vive in affitto, quindi prende 780€ al mese di RdC. Fino a quel momento Luca aveva già ricevuto 2 mensilità di RdC. Marco potrà dunque avere un enorme sgravio contributivo per la sua azienda, pari a: (18-2) x 780 euro = 12.480 euro.
  • Luca riesce a coronare il suo sogno e ad avviare, dopo 10 mesi di fruizione di RdC, una propria attività lavorativa autonoma. In questo caso oltre alle prime 10 mensilità già ricevute, 10 x 780 euro = 7.800 euro, riceverà un ulteriore unico bonifico pari a 4.680 euro, ovvero 6 x 780 euro.

 

Per maggiori dettagli e per la misura “quota 100” si veda: http://www.governo.it/sites/governo.it/files/RDC-Q100_1.pdf

 

 

 

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